Niente di Nuovo, il Mondo

Salve.. Nulla da dichiarare. Ho il permesso!!
mercoledì, ottobre 07, 2009

La speranza è la prima a resuscitare

Uao, splinder caro, sei cambiato, non sei più quello di una volta. Semplice e immediato. Sei diventato più bello. Adesso ti curi. Sei alla moda. E piaci a tutti. Ma mi mancheranno le chiaccherate umili di un tempo. Quella tua voglia di crescere e le tue domande infinite. Hai perso la tua innocenza ed ora tutti ti stiamo a guardare sorpresi.

In ogni caso, cambiamo tutti. Ed io, ho sempre l'impressione di dover fare qualcosa anche se l'ho appena fatta.. Non è una bella sensazione. Quelle che ti fanno vivere appieno ogni soddisfazione. Eppure non mi lamento. E' una patina trasparente che mi da fastidio. Ma con un po' di collirio mentale andrà via.

Oggi Como è solare, nonostante le beghe sul lago e la vita non più frenetica di una volta. Milano è smunta, l'insofferenza dilaga. Varese è stanca. Troppe promesse per chi è sfiduciato e troppo lavoro per chi ce l'ha. Passando dal Ticino c'è aria di stantìo. Una strana puzza di vomito che nessuno vuole pulire.

Ma io sono al sicuro nella mia teca di legno. Qualche fessura fa entrare la luce e io posso goderne appieno. Finchè non cala la notte e il fresco rinvigorisce la mente. Con i miei sogni, i miei libri preferiti. Tutto volto al pensiero positivo di altre vite. Che fanno sorridere, riflettere e piangere.

Non è necessario affannarsi come in principio. Non è necessario illudersi più del dovuto. Eppure qualcosa mi dice che c'è ancora una possibilità per me. E il suo nome è: WIN FOR LIFE.
 

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martedì, luglio 14, 2009

Ti mangi..

Quando si ha un sogno e nonostante sia un sogno si ha la possibilità di concretizzarlo, scatta nella testa un meccanismo di auto rimprovero. Fondamentalmente sappiamo di non avere quello che serve per poter appiccare l'incendio, ma tutto d'un tratto arriva il comburente. E siamo sbalorditi dalla bellezza di questo elemento, che ci cade dolcemente nei palmi giunti pronti a prenderlo nella sua soffice caduta dall'alto della sua maestosità. Ci rendiamo conto che siamo dei fighi e profumiamo di ferormoni e ci eccitiamo da soli.
Ce la tiriamo anche e quando vorremmo maturare l'idea con pochi centinaia di intimi abbiamo paura di dirlo. Abbiamo paura di dire che noi possiamo realizzare il nostro sogno. E' come essere dio per pochi attimi. Onnipotenti e pieni di buoni propositi. Peccato che nello stesso momento in cui pronunciamo le fatidiche parole iniziamo a pensare alle parole successive, come a descrivere le sensazioni. Inspiegabili. Ci impapocchiamo nel nostro ego e non ne caviamo un ragno dal buco. Dannazione. Ora il pensiero di onnipotenza sembra scemare, guardiamo le facce attonite dei nostri centinaia di intimi e ci chiediamo perchè cazzo abbiamo iniziato a dire una cosa del genere. Ci mangiamo le mani, i gomiti, i peli e speriamo che un meteorite cada proprio in questo momento a pochi centinaia di metri per poter sfuggire alla morsa dei loro laconici sguardi impassibili e fissi sulle tue labbra distorte.
Fortunatamente i pochi intimi capiscono dell'enorme stronzata che stai dicendo e decidono di fare la faccia "ma che minchia stai dicendo? smettila di dire stronzate e vai a fare in culo!" ovviamente sogghignando per la superiorità che hanno aquisito nei tuoi confronti. Non hai ancora iniziato il progetto che già hai fatto un buco nell'acqua.

Torni a casa e ci pensi un po'. Fai le prove davanti al ventilatore per modulare atteggiamenti e modi. Sprigioni tutti i tuoi sforzi che ti si risventolano indietro tutti in faccia. E non ne prendi neanche uno. Ci dormi qualche giorno sopra. Magari appiattendosi assimilerai qualcosa di utile.

Non serve a nulla. Perchè ora hai tempo da dedicare al tuo sogno. Guardi il sogno degli altri sbandierato in faccia e ti mangi le mani, i gomiti, i peli. Vorresti nella tua solitudine dare modo al tuo sogno di uscire. Sai che se dovesse andare in porto saresti pronto a qualsiasi tipo di sacrificio pur di farlo diventare la tua vita.
Qualcosa ti blocca però. Una sorta di paura che ti parte dal buco del culo e che non fa uscire la voce. Neanche un  filo. Perchè tu in fondo lo sai di essere una ciofeca. Lo sai che il tuo sogno è un'emerita stronzata. Lo sai e sempre lo saprai. Non potrai cambiare il tuo stato. Tu sei così. Non sei un genio, non hai il genio. Non hai proprio un cazzo per realizzare il tuo sogno. Allora ti abbandoni allo sconforto e rinunci prima di cominciare.

Morale:
prova a fare l'operaio invece di voler fare il cantante.
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giovedì, giugno 25, 2009

II Pause

>/II
Pause

- Ciao Ma, prima stavo lavando..
- Si, no, fa niente, mi sono ricordata.
- 7 mesi. Quasi sette..
- Perchè gli ho regalato la tutina di Natale infatti è nato a dicembre. Comunque sono qui ho preso la tutina..
- C'è la ragazza con gli occhiali?
- C'è un ragazzo.
- C'è un ragazzo?
- Sì un ragazzo..
- Digli che sei la mamma di quella che ha preso Taz.
- Tas?
- Taz..
- Si ma gli e l'ho presa..
- Sì ma lo conosco digli che ho preso Taz.
- Ah lo conosci.. ah ah
- Sì. Digli che tua figlia ha comprato Taz.
- Sì vabbeh..
- Diglielo che ti fa lo sconto!

"Scusate, mia figlia dice che ha comprato tai-zon.

- NOOO. NO taison XD TAZ! Ti A Zeta! TAZ.

"Quello gigante?!"

- SIII!!

"Dice sì."
"AH ho capito!"

- Va beh, ciao ma.
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giovedì, giugno 11, 2009

Corso di Comunicazione

Solo qualche giorno fa, parlavo di comunicazione e proprio oggi ho fatto la mia prima lezione di "Counseling" che stà a significare proprio "Comunicazione".
Si diceva appunto che comunicare è fondamentale. Nel mio caso specifico ho intrapreso rapporti senza comunicare. Ma non "ciao ciao, tutto bene." Proprio il senso vero e profondo che si cela dietro il significato dell'idea di comunicare.

Non è sempre facile gestire rapporti "non comunicando", io tento di far capire alle persone che non esiste il non riuscire a comunicare. Quanto la volontà, le conoscenze o le esperienze che portano alla mancata comunicazione. A volte, modestamente (negativo), penso di essere l'unica a comunicare con gli altri e che gli altri facciano fatica a farlo.

Molte volte, invece, mi rendo conto che anche gli altri comunicano con me, però tralasciando le parole e buttandosi nei gesti, movimenti, occhiate e via dicendo.

Sempre ho voluto comunicare con le persone attraverso le parole scritte. Perchè mi permette di non balbettare, pensare, concedere. Quanto porre una situazione, un problema, uno stato e fare riflettere su quello che si è detto. Paradossalmente mi sono sempre comportata come Knox, professore di filosofia dell'adolescente Sofia. Lasciando messaggi cartacei per intraprendere pensieri che altrimenti non si avrebbe mai l'occasione di tirare fuori.

In ogni caso il mio blog è questo. Una riflessione. Per conoscenti e non. Per rapportarsi. Per stimolare. Quando il mio blog è bloccato è un modo di comunicare. Comunicare che se mi vuoi mi devi venire a cercare.
postato da MiddleMoonLight alle ore 19:19 | link | commenti
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venerdì, maggio 22, 2009

Teatro dei sogni

Penso alla "Legge dell'attrazione" e alle parole che ascolto ogni giorno più di una volta al giorno, almeno 6 volte di seguito. Almeno. E mi dicono quello che provo. In realtà è la legge che parla. Io attraggo solo quello che penso e se ascolto penso a quello che attraggo. Adesso ho attratto queste parole che ascolto ogni giorno più di una volta al giorno, almeno 6 volte di seguito. Almeno:

"Lascialo fuori. Senti il vuoto dello spazio. Così insicuro da non trovare le parole. Nulla viene in mente. Trova il luogo per mescolare l'acqua col vino. Ma mi sento sempre nel nulla. I malati non vedono mai la fine. Così mi sento avvizzito. Così da rendermi inerme. Io do ed è tutto è chiaro. Io divido. La storia mi guida. Girare. Lasciare che i sentimenti fluiscano. Chiudere gli occhi. Guardare coloro che hai utilizzato per sapere. Aprire. Non lottare per relazionarsi. Adescare. La trasparenza mi consuma. Ho voglia di smetterla. Annego nell'esitazione. Le mie parole si distruggono e tutte le mie migliori creazioni bruciano per terra. Il finale guarda oltre. Mi lascia paralizzato. Staccarlo ancora. Un altro che è stato portato via. Il mondo desidera essere creato. I mondi che tu hai creato. Lasciali fuori."

Wither
Dream Theater

Let it out, let it out

Feel the empty Space
So insecure find the words and let it out

Staring down, staring down
Nothing comes to mind
Find the place turn the water into wine

But i feel im getting nowhere
And ill never see the end

So i wither
And render myself helpless
I give in and everything is clear
I breakdown
And let the story guide me

Turn it on
Turn it on
Let the feelings flow
Close your eyes
See the ones you used to know

Open up open up
Dont struggle to relate
Lure it out
Help the memory escape
Still transparantness consumes me
And i feel like giving up

So i wither
And render myself helpless
I give in
And everything is clear
I breakdown
And let the story guide me

I wither
And give myself away

Light reflections on the cage
The worlds want to create

I drown in hesitation
My words come crashing down
And all my best creations
Burning to the ground

The final staring over
Leaves me paralyzed
Tear it out again
Another one that got away

I wither
And render myself helpless
I give in
And everything is clear

I wither
And render myself helpless
I give in
And everything is clear
I breakdown
And let the story guide me
I wither
And give myself away

Light reflections on the cage
The worlds want to create
The worlds which you create

Let it out let it out
postato da MiddleMoonLight alle ore 15:08 | link | commenti (2)
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lunedì, maggio 18, 2009

Chi non muore..

Quando sono sola vorrei sempre che qualche amico/a mi chiedesse:
 "stronza, come stai? sei viva?"

Fortunatamente non è questo il mio periodo, però potrebbe essere il periodo di qualcun altro.
E vorrei chiedere:
"stronzo tutto a posto?"
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giovedì, marzo 26, 2009

In tempi di crisi

"Samuel sarà il nome di mio figlio. Un giorno. Desidero per lui che abbia delle capacità fuori dal comune, per potersi distinguere fra la massa. Che possa imparare molte lingue, per poter essere utile in ogni campo, che sappia gestirsi in ogni situazione, che possa amare lo sport, per essere bello e forte e la creatività deve essere l’indole del suo genio. Vorrei che studiasse più di me, io per pigrizia o per sfortuna non l’ho potuto fare e non ne sono fiera. Vorrei che lui lo fosse.

Nella mia società si cammina guardandosi in ogni dove, come per schivare giganteschi pendoli uno in fila all’altro che oscillano energicamente. Samuel dovrà riuscire ad evitare ogni pendolo che si insidierà davanti a lui. Ma questo mi preoccupa sapendo che potrebbe ferirsi. Il suo lavoro sarà perfetto, il sogno di ogni onesto lavoratore. Un impiego che gli permetta una vita agiata, in compagnia di una bella moglie e dei pargoli da amare e crescere come io vorrei fare con lui. Non voglio che i suoi figli patiscano la crisi, come lui (e come lui, me prima di lui), non voglio che debbano rinunciare a vivere e conoscere tutto quello che il mondo gli offre. Perché Samuel dovrà affrontare una vita di sacrificio, insieme a me. Come tutti del resto.

Ci sono molte vite in questo mio paese. Pochi miliardi di persone ci abitano ma non posso conoscerle tutte. Eppure sono assolutamente convinta che molte di loro la pensino esattamente come me. Vorrebbero crescere i loro figli in modo da poter dar loro tutto quello che desiderino dal giochino di tendenza al vestitino di marca, al telefonino ultimo modello, al motorino più in, alla macchina per i diciotto anni, alla casa per il matrimonio.. ma ora bisogna piangere per poter assicurare loro almeno un minimo di alimentazione quotidiana. Piangere al datore di lavoro che non ti paga per poter pagare le bollette. Piangere dai genitori per poter avere un aiuto. Piangere col marito per farsi sostenere nei momenti più critici. Piangere coi figli per fargli capire che non possono fare i capricci. Piangere da soli per evitare di perdere l’orgoglio.

Non posso crescere me stessa come pretendo di crescere un figlio? Se solo Samuel lo sapesse mi odierebbe sapendo che sono arrivata al punto di non volerlo.

Sentivo al telegiornale di bollette salate, da guinness dei primati. Addirittura 46mila euro di fattura per una compagnia telefonica. Qualche migliaio di euro per una fornitura di luce e acqua. Oggi giorno come si fa a pensare solamente che sia possibile?
Chiunque potrebbe asserire che la crisi abbia aumentato indubbiamente i costi della vita. Ma com’è possibile che un servizio di qualsiasi tipo valga più della stessa vita di mio figlio?
Samuel desidererebbe non essere preso in giro da questa serie di sfortunati eventi.

Qualcuno ci dice di tener duro e di farsi il doppio del mazzo se vogliamo uscire dalla crisi, noi inutili disoccupati. Facciamo pena. Qualcun altro ci da man forte, con parole come, “vedrai che arriverà il lavoro”, “non ti preoccupare sei giovane”, “tanto vivi con i tuoi”, “aspetta ancora qualche mese”, “non è colpa tua”, “ritenta ancora sarai più fortunato”..
Eppure vorrei spiegare a Samuel, che deve essere felice della vita che gli donerò, che la sua mamma frustrata sarà in grado di dargli la vita anche senza lavoro senza una casa e senza nessuna sicurezza. Un giorno. Forse."

postato da MiddleMoonLight alle ore 23:19 | link | commenti
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venerdì, marzo 20, 2009

Change

Non è possibile.. -_-
Inizio il post e penso al tema da trattare. Allora decido di scrivere dei cambiamenti che voglio apportare in camera mia, alla mia persona, ai miei blog.. (compreso questo). Quale titolo migliore di "Change"?

Intanto ascolto virgin radio e ascolto una voce che conosco, mi dico è Lenny Kravitz (Lanny Crevits XD ) e sento che dice "change", allora guardo il titolo della canzone, e non è proprio CHANGE!??

Ebbene sì, anche oggi i segni inspiegabili della nostra esistenza hanno centrato il bersaglio.. -_-''
Succede così spesso anche a voi? Oppure significa solo che sono così inconsciamente psicolabile che non me ne rendo conto? (invece me ne renco conto eccome).

Tornando al primario pensiero, devo spostare i mobili della camera. Ho 6 mobili da "girare". Più la cyclette (sempre a portata di pc e tv).

Ho altresì una camera disponibile con due mobili all'interno.. Potrei spostare gli armadi nella camera libera e ingrandire ulteriormente camera mia. Ma così sarebbe troppo spoglia. E se disegnassi sulle pareti? Quanto me costa? -_- So che i colori ad olio sono poco economici.. E io non lavoro.

Tralasciando gli oggetti, un cambiamento da apportare è sicuramente i capelli. Devo assolutamente fare qualcosa. Di dimagrire lasciamo stare.. -_- oggi mi sono scofanata delle schifezze di primo mattino. E fare moto è troppo oneroso. Mi manca quell'input che mi spinga a fare di più..

Sono troppo larva.. XD
postato da MiddleMoonLight alle ore 14:26 | link | commenti (2)
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martedì, marzo 10, 2009

I giovani e la felicità

Parlo per esperienza personale, e qualcuno mi spiega che non è colpa mia (dei giovani) se sono senza lavoro, senza un tetto mio sopra la testa, senza certezze, senza felicità. Eppure pensavo di esserlo per un po' di tempo (anni fa). Com'è possibile cadere nella depressione con la forza che scorre nelle vene, con le gioie della vita che ci attendono, con le esperienze che ci aspettano con ansia, con la possibilità di vivere sulle spalle dei genitori, con la fortuna di stare a casa a cazzeggiare.

Come si fa a non essere felici della propria esistenza?

Succede che essendo così entusiasta delle opportunità che si hanno nelle proprie mani si decide di percorrere strade mai vagliate. E si scopre che sono strade sterrate e la polvere che respiri ti entra negli occhi. Si scopre che non ce la fai a camminare con le ciabatte sui ciottoli e che se cadi ti sbucci le ginocchia. Puoi tornare indietro ma sai che indietro non eri felice. Vai avanti e non sei felice. Torni indietro e non sei felice. Qualcuno ti attende con le mani colme di regali e di speranza e tu non sai se andare avanti percorrendo lentamente la strada sterrata o non sai se correre indietro con i piedi che lamentano ogni minimo appoggio, per tornare sulla strada asfaltata e i prati fioriti a fianco.
postato da MiddleMoonLight alle ore 12:26 | link | commenti (6)
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domenica, marzo 08, 2009

Fiori di Pesco

Oggi ho capito che la primavera è tornata, come i miei due ragazzini preferiti che anni fa, copulavano i loro languidi desideri sulla panchina di pietra fredda scaldati dal sole, di fronte alla mia finestrella.

Quest'oggi però la pietra sembrava più calda dei loro cuori. Così distanti. La distanza che li appartiene sembra distorcere. Immobili, fermi, solo gli sbuffi silenziosi del fumo seguiva le onde frastagliate dei loro pensieri.

La finta pace stagnante nelle vene, e il cuore che galoppa fino a far biascicare i sensi irti.
postato da MiddleMoonLight alle ore 15:10 | link | commenti (2)
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Utente: MiddleMoonLight
Nome: Middlemo.O'nlight
Guitarheroplayer, caricatrice di anime, insolente, difficoltosa, animosa, pallida e rossa.

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